Fiat: Sacconi; bene su Mirafiori, rispetta impegni

ROMA (MF-DJ)–“Ho approvato molto la proposta di Marchionne” per lo stabilimento di Mirafiori “perche’ da un lato mantiene l’impegno del progetto Fabbrica Italia e dall’altro dimostra che la dimensione multinazionale del gruppo determina non solo l’uscita, ma anche l’entrata di produzione”.

Cosi’ il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha commentato il progetto su Mirafiori presentato oggi dall’a.d. di Fiat Sergio Marchionne ai sindacati.

Sacconi ha poi invitato i sindacati ad accettare questo piano sottolineando come “sia doveroso di fronte ad una proposta di questo tipo garantire piena utilizzazione degli impianti. Mi pare comunque che i sindacati siano orientati positivamente in questo senso”.

Per Sacconi, Marchionne per Mirafiori “ha chiesto le stesse cose di Pomigliano ma certo a condizioni diverse ovvero rispettando il contratto nazionale, ma con la piena utilizzazione degli impianti”.

Rifiuti, Napolitano ha emanato il decreto

Il testo definitivo tiene conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato

Emergenza in Campania

Rifiuti, Napolitano ha emanato il decreto

Il testo definitivo tiene conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato

MILANO – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato il decreto legge «Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della Regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti» nel testo definitivo trasmesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che tiene significativamente conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato.

Anm: “Riforme colpiscono indipendenza” Giustizia al collasso, peggio del Ruanda

Presente al 30mo Congresso dell’associazione dei magistrati Giorgio Napolitano, accolto da un applauso: “Indispensabile recuperare fiducia nella giustizia”. Fini invia un messaggio: “Compito della politica è sostenere operato della magistratura”. Palamara: “Basta ambiguità”

ROMA – “Le riforme vogliono colpire la nostra indipendenza”. Con queste parole il segretario dell’Associazione nazionale magistrati Palamara ha inaugurato il congresso del “sindacato” dei magistrati. Palamara ha invitato i colleghi riconoscere gli errori, ma ha anche denunciato “la campagna di denigrazione di cui siamo bersaglio”. In sala il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accolto da un grande applauso: “Bene la disponibilità dell’Anm a confronto con la politica”.

Il messaggio di Fini. Ai magistrati ha scritto il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Compito delle istituzioni democratiche – ha detto il numero uno di Montecitorio – e di tutte le forze politiche del Paese, senza distinzione di parte, è quello di sostenere costantemente l’operato della magistratura, la cui azione riveste un ruolo centrale per la salvaguardia della legalità”. “Oggi più che mai – scrive Fini – la collocazione centrale della magistratura, non solo di quella ordinaria, nell’attuale contesto istituzionale e sociale rende i magistrati più esposti ai giudizi e alle critiche”. A ciò, secondo Fini, “i magistrati devono rispondere unicamente con il loro impegno, con la loro dedizione alle istituzioni repubblicane nella consapevolezza, come non a caso affermato di recente dal Capo dello Stato, di ‘rendere un servizio fondamentale ai diritti e alla sicurezza dei cittadini’, un servizio, e non è retorico ricordarlo, per il quale tanti hanno sacrificato la loro vita”.

Riforme mirate a limare indipendenza magistratura. ”Abbiamo assistito, a una serie di interventi episodici e contingenti dettati dall’esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicende processuali e sempre mirati a limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Il presidente Luca Palamara, nel suo intervento, mette sotto accusa la politica della giustizia del governo. Nel mirino c’énon solo l’annunciata riforma costituzionale, ma anche i ”non meno insidiosi progetti di legge ordinaria in materia di intercettazioni, processo breve e polizia giudiziaria svincolata dal pm”.

Il coraggio di cambiare. Bisogna “voltare pagina – dice il leader dell’Anm – lasciando alle spalle ciò che in questi anni non ha funzionato nella macchina giudiziaria, nei rapporti tra politica e magistratura, ma anche al nostro interno, dando centralità ai temi dell’autoriforma, della questione morale e dell’organizzazione”. Bisogna avere “il coraggio di cambiare interrogandoci su quello che non ha funzionato nell’esercizio del potere diffuso, nel sistema dell’autogoverno e dell’associazionismo giudiziario”. “Dobbiamo riconoscere anche i nostri errori, ma non possiamo accettare che alcuni ci considerino, in maniera del tutto falsa e infamante, come una corporazione  di fannulloni superpagati impegnata a proteggere gli interessi di una casta accusata delle peggiori nefandezze”.

No a commistioni tra politica e magistratura. È “indispensabile” evitare “indebite commistioni” tra magistratura e politica. Per questo servono “regole rigorose”, compresa quella che consente di evitare “la
possibilità di tornare a fare il magistrato dopo l’esperienza in politica”. Luca Palamara lancia la proposta, richiamando l’articolo 8 del “nuovo codice etico”, approvato dal ‘parlamentino’ dell’Anm lo scorso 13 novembre: “Fermo il regime delle ineleggibilità e delle incompatibilità stabilite dalle normative in materia, nel
territorio dove esercita la funzione giudiziaria il magistrato – è scritto – evita di accettare candidature e di assumere incarichi politico-amministrativi negli enti locali”. Del resto, ricorda il leader dell’Anm, già lo scorso marzo il ‘sindacato’ dei magistrati aveva chiesto “un intervento legislativo” per adeguare “la legge elettorale per le amministrative a quella per il Parlamento nazionale introducendo un divieto per i magistrati di partecipare alle elezioni ovvero di assumere incarichi di governo nelle amministrazioni locali nei luoghi dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria”.

Politica decida se reintrodurre immunità.
La scelta se rientrodurre l’immunità parlamentare spetta alla politica, dice il leader dell’Anm. “Si è discusso – ricorda – di immunità, lodo Alfano e legittimo impedimento: questioni che riguardano i rapporti tra politica e cittadini piuttosto che tra politica e magistratura. Prima tra
tutte, l’immunità (non solo parlamentare) e il suo ripristino. È la politica che deve scegliere se recuperare un istituto che, nel 1993, si era, invece, deciso di abrogare e modificare, forse perché la stessa politica si era pentita di aver negato l’autorizzazione a procedere nei confronti di alcuni deputati imputati in processi eccellenti. Noi, come magistrati, non possiamo fare altro che richiamarci al principio di uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge”.

Basta ambiguità. Basta con le “ambiguità’ o con gli atteggiamenti gattopardeschi”. Luca Palamara ritiene che non si possa prescindere dalla questione morale: “Vogliamo ribadire la centralità della questione morale – dice – a fronte delle gravissime vicende emerse negli ultimi mesi che coinvolgono le istituzioni del Paese”. Al riguardo, annota ancora, “non possono esservi ambiguità o atteggiamenti gattopardeschi. Non possiamo tollerare distinguo o sofismi: o si sta da una parte o si sta dall’altra”. E aggiunge: “Non ci sono più spazi di compromesso – dice – perché il nostro modello di magistrato non entra ed esce dal mondo della politica senza seguire percorsi trasparenti, non frequenta lobby e salotti dove garantisce ciò che non può garantire, non fa pressioni per diventare capo di un ufficio, non si ispira a una logica clientelare”.

Da maggioranza di governo insulti alla magistratura. “Abbiamo assistito a un costume politico di alcuni rappresentanti dell’attuale maggioranza di governo, che hanno reso pratica quotidiana l’insulto e il dileggio nei confronti di un’indefettibile istituzione dello Stato – ha detto ancora Palamara -. Un’assurda campagna di denigrazione tesa a minare la credibilità della magistratura davanti agli occhi dei cittadini, facendo leva sulla generale delusione per le mancate risposte alla legittima ansia di giustizia”.

Giustizia al collasso. La giustizia è “al collasso” e restano “gravi” le conseguenze  che la situazione di disservizio determina sulla cittadinanza italiana”. Tant’è che l’Italia nella clasiffica dei Paesi in cui è conveniente investire è all’80mo posto  e “Zambia, Mongolia, Ghana, Ruanda continuano a precederci”. Non è affatto roseo il quadro di Palamara. “I ritardi costano alle imprese 2,3 miliardi di euro:una ‘tassa occulta’ di circa 371 euro per azienda che ricade su imprenditori, fornitori, clienti, consumatori”. E la giustizia ritardata – aggiunge Palamara ,ricordando tra l’altro i 5,5 milioni di processi pendenti nel civile e il milione e mezzo pendente nel penale – “è un costo anche per lo Stato”, visto che per le richieste di indennizzo per violazione del termine di ragionevole durata del processo si spendono 250 milioni di euro. “Non dobbiamo e non possiamo rassegnarci a questo stato di cose”.

Napolitano: “Indispensabile recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario”. ”L’Anm resta, e più che mai appare, un interlocutore rappresentativo ed essenziale in una fase difficile nella quale è indispensabile il recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario anche attraverso un corretto rapporto tra magistratura e politica”, ha il capo dello Stato, lasciando il Congresso: “”Ho apprezzato in modo particolare, ascoltando la relazione del presidente Luca Palamara, l’impegno dell’Anm per l’autoriforma della magistratura e la disponibilità dichiarata a un confronto costruttivo e propositivo con le forze politiche sul tema della riforma della giustizia”.

Schifani: “In riforme nessun pericolo autonomie toghe”.
”Ci si deve sforzare tutti per evitare qualunque tensione, qualunque contrapposizione conflittuale nella logica della separazione dei poteri”. Il presidente del Senato, Renato Schifani, parlando con i cronisti a margine del Congresso, ha parlato dell’autonomia della magistratura, sottolineando che ”l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono un fondamento essenziale della nostra Costituzione che non può essere messo minimamente in discussione. Ma io credo che nei progetti di riforma che si sono susseguiti questo principio non sia stato seriamente messo in pericolo”. ”Sono certo che il nostro sistema – ha aggiunto – non metterà mai in discussione questi principi essenziali a garanzia della separazione dei poteri”. Il presidente del Senato, poi, ha concluso: “Sulle riforme io mi auguro da tempo, e lo dico, che si trovi un momento di confronto costruttivo tra la politica, le istituzioni e la stessa magistratura. Dobbiamo evitare – ha detto ancora la seconda carica dello Stato – corto circuiti che non giovano a serie riforme e che nonaiutano i cittadini ad avere una giustizia più celere e più efficiente”.

Con Napolitano e Fini magistratura meno sola. ”Tre anni fa all’inizio di questa legislatura si prospettavano  riforme punitive per la magistratura. Ora possiamo registrare con soddisfazione che molte di quelle ipotesi sono tramontate  e che la magistratura è meno sola nella difesa dei fondamentali valori di  autonomia e indipendenza”. Lo dice il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini, commentando le parole del capo dello Stato e il messaggio del presidente della Camera.

Penalisti: “Non bastano buone intenzioni”. Promossa, ma solo a metà, la relazione di Palamara dal  presidente dell’Unione delle Camere Penali, Valerio Spigarelli: ”È piena di buone intenzioni che però, non sono seguite da fatti concreti – ha detto Spigarelli – speriamo che il nuovo Csm da poco insediatosi, possa fare dei passi avanti”. Secondo Spigarelli la relazione di Palamara contiene ”l’analisi sul fallimento del sistema delle correnti, ma poi non esprime la conseguenza logica di volerle riformare”. Per quanto la separazione delle carriere, secondo Spigarelli ”l’Anm non ha preso atto del fatto che è possibile arrivare alla separazione delle carriere senza sottoporre il Pm al controllo dell’esecutivo. Sono arroccati a una chiusa posizione di contrarieta”’.

Idv: “Governo mette a rischio autonomia Anm”. “Condividiamo l’appello lanciato oggi dall’Anm e continueremo a batterci, come abbiamo sempre fatto, per l’autonomia della magistratura. Questo governo, con i suoi continui attacchi e i tagli indiscriminati al comparto, ha messo e continua a mettere seriamente a rischio l’indipendenza di quest’organo, calpestando la separazione dei poteri sancita dalla Costituzione”, ha dichiarato in una nota il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro.

Abruzzo, Berlusconi: media criminali, si vergognino

Su quanto fatto dal governo per la ricostruzione dell’Abruzzo dopo il terremoto del 2009, i media vicini alla sinistra hanno fornito informazioni “criminali” delle quali dovrebbero vergognarsi.

Lo ha detto stamani il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non risparmiando nemmeno oggi gli ormai consueti attacchi alla stampa.

“È una cosa abietta, criminale e anti italiana quella di criticare infondatamente ciò che tanto gli uomini dello Stato quanto la Protezione civile hanno fatto. Credo che dovremo tutti quanti denunciare questo fatto e credo che gli autori si dovrebbero vergognare”, ha detto Berlusconi in una conferenza stampa.

Il presidente della Regione Abruzzo del Pdl Gianni Chiodi, presente in conferenza stampa, ha detto che dal governo sono arrivati 14 miliardi per la sua regione.

Berlusconi è tornato anche sulla vicenda dei rifiuti in Campania anticipando che il governo valuta di assumere nuovamente la gestione dell’emergenza che oggi è in capo agli enti locali. Il premier sarà in Prefettura a Napoli questo pomeriggio.

Haiti, nelle tende tra i disperati Damiano CrognaliHaiti, nelle tende tra i disperati Damiano Crognali

PORT AU PRINCE (HAITI) – “Lascia i morti” questo era il titolo con cui apriva ieri il quotidiano locale Le Nouvelliste, ma non si riferiva al colera, bensi’ alle elezioni presidenziali, contando i caduti delle fazioni di Jude Celestin e Charles-Henry Baker, due dei candidati che hanno maggiori probabilita’ di vittoria. Il tutto in un momento gia’ grave nel quale le organizzazioni umanitarie come Save the Children e l’Unicef stanno raddoppiando gli sforzi per fronteggiare l’emergenza colera e continuare con le gia’ avviate attivita’ di istruzione e aiuto agli sfollati del terremoto di dieci mesi fa. Grazie alla loro mediazione, abbiamo avuto accesso ad una tendopoli di sei milla persone e alle lezioni di una scuola della capitare Port Au Prince di cui vi mostriamo le immagini.

MALTEMPO: IN SCALI MILANESI SITUAZIONE NORMALE. STAMANE DISAGI LIMITATI

La situazione e’ tornata alla normalita’ nei due aeroporti milanesi di Linate e Malpensa dopo la nevicata di questa notte. Secondo quanto assicurano dalla Sea, la societa’ che gestisce i due scali aeroportuali del capoluogo lombardo, ci sono stati disagi ”contenuti” solo nelle prime ore della mattina. Il quadro e’ comunque migliorato quando la neve ha cessato di cadere. A Malpensa nessun volo e’ stato cancellato. Solo qualche ritardo ”accumulato” soprattutto negli arrivi dei voli provenienti da localita’ del Nord Europa dove le cattive condizioni metereologiche proseguono in queste ore. Disagi maggiori a Linate, dove sono stati registrati ritardi e anche cancellazioni, con alcuni voli ‘dirottati’ su Malpensa. fcz/mar/rob

Guerra ai narcos, il Brasile usa i tank

Rio de Janeiro, 26-11-2010 come Baghdad, Kabul. I blindati entrano a Vila Cruzero e sulle tv brasiliane, per alcune ore, va in onda la guerra delle favelas, un’offensiva delle forze di polizia in assetto anti guerriglia contro le bande dei narcotrafficanti che controllano interi quartieri delle metropoli brasiliane.

Fra colonne di fumo e colpi di fucile si muovono 350 uomini, supportati da un elicottero: si avanza casa per casa e si spara, muoiono una trentina di persone – alcuni sono cittadini innocenti colpevoli solo di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Centinaia di narcos prima organizzano la resistenza, poi si danno alla fuga incalzati dalla polizia, che poche ore dopo annuncia di aver riconquistato Vila Cruzero. La guerra, anche in tv, è finita.

Nelle strade restano le carcasse dei bus e dei mezzi di polizia dati alle fiamme dai criminali su ordine dei boss della mala che dal carcere hanno ordinato la rivolta perché non accettano di perdere il controllo del territorio né il trasferimento in prigioni lontane da Rio e dal business del narco traffico.

Portogallo, anche UE smentisce pressioni per richiesta aiuti

(Teleborsa) – Roma, 26 nov – Dopo le smentite della diretta interessata anche la Commissione Europea si affretta a negare qualsiasi pressione sul Portogallo affinchè questo chieda al più presto aiuti.

Il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barrosoha affermato che l’Unione non ha mai suggerito un piano di aiuti a Lisbona, nè tanto meno il Portogale ne ha mai fatto richiesta.

Secondo un articolo apparso stamane sul Financial Times Deutschland molti Stati membri della Zona Euro starebbero facendo pressioni affinchè il Portogallo chieda subito aiuti per evitare una caduta che farebbe male soprattutto alla Spagna, molto esposta verso il Paese lusitano.

Wikileaks: Usa giocano d’anticipo, avvisano diplomazie paesi interessati

Washington, 26 nov. – (Adnkronos) – Prima ancora dell’annunciata, forse per oggi, pubblicazione delle centinaia di migliaia di documenti del dipartimento di Stato da parte di Wikileaks, gli Stati Uniti hanno avvisato alcuni dei paesi, soprattutto quelli amici, che potranno essere interessati, e imbarazzati, da queste rivelazioni. Secondo quanto riporta lo stesso sito dell’organizzazione ormai famosa in tutto il modo per le sue rivelazioni bomba, i diplomatici americani hanno gia’ contattato gli alleati britannici, australiani, canadesi, danesi, norvegesi e israeliani.

Misure che confermano l’allarme e la preoccupazione di Washington in queste ore di attesa del nuovo colpo di Julian Assange – che bisogna ricordare e’ ora inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso dalla magistratura svedese per stupro – che, dopo aver investito il Pentagono con le centinaia di migliaia di file segreti sulle guerra in Iraq e Afghanistan pubblciati nei mesi scorsi – ora ha preso di mira il dipartimento di Stato.

I documenti di cui e’ stata annunciata la pubblicazione, e il Pentagono stesso si aspetta che vengano messi in Rete oggi, secondo quanto comunicato nei giorni scorsi al Congresso Usa, sono i cosiddetti cablogrammi diplomatici, ora diventati semplici e-mail, che contengono le comunicazioni che le ambasciate fanno a Foggy Bottom riguardo ai paesi ospitanti. Documenti che contengono “verbali di riunioni, analisi di avvenimenti in altri paesi e trascrizioni di colloqui riservati, e che debbono rimanere segreti per una buona ragione perche’ contengono informazioni sensibili e rivelano nostre fonti”, ha spiegato il portavoce del dipartimento di Statio, P.J. Crowley, affermando che una loro pubblicazione metterebbe a rischio la sicurezza nazionale e anche vite umane.

Berlusconi: “Promesse mantenute Facciamo di tutto per unire il Paese”

Bersani: “Se ha fatto tutto
può andarsene tranquillo”
Il premier: “Un mese fa mi sentivo 35 anni, mi è caduto addosso di tutto e di più,
oggi me ne sento 36…».

ROMA
«Eh, questo governo che non lavora non lavora,… chissà come mai ci sentiamo così stanchi. Un mese fa mi sentivo 35 anni, mi è caduto addosso di tutto e di più, oggi me ne sento 36…». È la battuta con cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha iniziato a Palazzo Chigi la conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato il piano nazionale per il Sud. «Il governo ha praticamente in poco tempo realizzato tutto quanto garantito di fronte al Parlamento», ha detto.

E ha aggiunto: «Oggi abbiamo avuto un Consiglio dei ministri su un tema che ha preso buona parte dell’estate. Credo che il governo faccia tutto ciò che è umanamente possibile per tenere unito il paese: il Federalismo fiscale e il Piano per il Sud come controfaccia della medaglia». Il premier ha poi ribadito che la «settimana prossima» sarà dato il via libera alla riforma della giustizia e che poi si sta «lavorando alla riforma tributaria», punto su cui si sta discutendo con le parti sociali.

Ha poi parlato anche dell’euro: «Stiamo esaminando le vicende dell’euro e siamo moderatamente positivi. Ieri ho avuto colloqui con i colleghi: c’è un atteggiamento di collaborazione assoluta e anche per questo credo che possiamo dire che non dovremmo avere preoccupazione per come l’Europa si è messa, per come si è strutturata per superare questa crisi e per come ha saputo rispondere alla crisi stessa»

«Se Berlsconi ha fatto i cinque punti può andarsene a casa contento e tranquillo», ha commentato Pier Luigi Bersani, intervenendo al seminario del gruppo del Pd della Camera. «È sempre più preoccupante che Berlusconi non sia preoccupato della crisi», ha aggiunto. «Non è una novità – osserva – sono due anni che non è preoccupato per la crisi ma gli italiani mi pare ragionino molto diversamente».