Wikileaks: Usa giocano d’anticipo, avvisano diplomazie paesi interessati

Washington, 26 nov. – (Adnkronos) – Prima ancora dell’annunciata, forse per oggi, pubblicazione delle centinaia di migliaia di documenti del dipartimento di Stato da parte di Wikileaks, gli Stati Uniti hanno avvisato alcuni dei paesi, soprattutto quelli amici, che potranno essere interessati, e imbarazzati, da queste rivelazioni. Secondo quanto riporta lo stesso sito dell’organizzazione ormai famosa in tutto il modo per le sue rivelazioni bomba, i diplomatici americani hanno gia’ contattato gli alleati britannici, australiani, canadesi, danesi, norvegesi e israeliani.

Misure che confermano l’allarme e la preoccupazione di Washington in queste ore di attesa del nuovo colpo di Julian Assange – che bisogna ricordare e’ ora inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso dalla magistratura svedese per stupro – che, dopo aver investito il Pentagono con le centinaia di migliaia di file segreti sulle guerra in Iraq e Afghanistan pubblciati nei mesi scorsi – ora ha preso di mira il dipartimento di Stato.

I documenti di cui e’ stata annunciata la pubblicazione, e il Pentagono stesso si aspetta che vengano messi in Rete oggi, secondo quanto comunicato nei giorni scorsi al Congresso Usa, sono i cosiddetti cablogrammi diplomatici, ora diventati semplici e-mail, che contengono le comunicazioni che le ambasciate fanno a Foggy Bottom riguardo ai paesi ospitanti. Documenti che contengono “verbali di riunioni, analisi di avvenimenti in altri paesi e trascrizioni di colloqui riservati, e che debbono rimanere segreti per una buona ragione perche’ contengono informazioni sensibili e rivelano nostre fonti”, ha spiegato il portavoce del dipartimento di Statio, P.J. Crowley, affermando che una loro pubblicazione metterebbe a rischio la sicurezza nazionale e anche vite umane.

Finmeccanica, premier: “Suicida andare contro forza del Paese”

Nelle prime ore di venerdì mattina, i militari del Ros dei carabinieri e del nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Roma, hanno effettuto delle perquisizioni nelle sedi di Roma di Enav Spa (l’Ente nazionale di controllo di assistenza al volo), Selex Sistemi Integrati (la controllata di Finmeccanica il cui amministratore delegato è Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini) e di altre società che, nel tempo, hanno acquisito commesse da Enav.


Belrusconi, “tattica suicida”
– “Sì, sono preoccupato”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, “perché Finmeccanica è un asset straordinario. Ha firmato un contratto con la Russia, mi auguro che queste indagini portino a nulla come sono convinto. Considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del Paese”.

Replica dell’Anm – “E’ dovere delle Istituzioni”, ha commentato il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, “collaborare con la magistratura nella difficile azione di contrasto alla corruzione, e non quello di attaccare le iniziative giudiziarie senza conoscerne motivazioni e contenuti. La corruzione”, ha concluso, “è uno dei mali principali del nostro Paese: danneggia l’economia, deprime la concorrenza e allontana gli investitori stranieri”. 

Le indagini, che ipoteizzano una serie di illeciti fiscali e di irregolarità nell’aggiudicazione degli appalti, oltre alle società coinvolte riguardano i loro manager (Marina Grossi e Pier Francesco Guarguaglini fra gli altri).

Le perquisizioni sono state disposte dai pubblici ministeri di Roma, Paolo Ielo e Rodolfo Sabelli, coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo (i titolari delle indagini sugli appalti Enav al gruppo Finmeccanica, pari a 700 milioni di euro negli ultimi cinque anni.

Le accuse – Le contestazioni a carico di Luigi Martini (presidente Enav), dell’ad Guido Pugliesi e della Grossi sono connesse ad una serie di reati fiscali. Gli inquirenti ritengono che in un giro di appalti affidati all’Enav siano state compiute sovrafatturazioni tese alla creazione di fondi neri.

Le inchieste
– Quelle aperte dalla procura romana sull’Ente di assistenza al volo sono almeno due. La prima nasce dalla denuncia di un ex dipendente, Claudio Salvati, che ha messo in discussione i bilanci della società. L’inchiesta avrebbe anche messo al vaglio l’acquisizione, nel dicembre 2006, di Vitrociset (oggi Techno Sky) da parte dell’Enav per circa 100 milioni. La seconda e più recente inchiesta, per la quale sono state disposte venerdì 26 novembre le perquisizioni, si basa sulle ipotesi di falso in bilancio e di reati tributari dal 2006 in poi.

Gennaro Mokbel – La doppia inchiesta si sovrappone in parte con quella condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo sull’ingresso dell’affaristra Gennaro Mokbel in Digint, società di cui Finmeccanica detiene il 49 per cento. In questo caso si indaga sui rapporti tra Pugliesi, Grossi e Lorenzo Cola, il consulente ora in carcere che propose a Mokbel l’acquisto della Digint con il fine di riciclare il denaro illecitamente accumulato con le truffe telefoniche che hanno coinvolto i vertici di Telecom Italia Sparkle e Fastwe.