Fiat: Sacconi; bene su Mirafiori, rispetta impegni

ROMA (MF-DJ)–“Ho approvato molto la proposta di Marchionne” per lo stabilimento di Mirafiori “perche’ da un lato mantiene l’impegno del progetto Fabbrica Italia e dall’altro dimostra che la dimensione multinazionale del gruppo determina non solo l’uscita, ma anche l’entrata di produzione”.

Cosi’ il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha commentato il progetto su Mirafiori presentato oggi dall’a.d. di Fiat Sergio Marchionne ai sindacati.

Sacconi ha poi invitato i sindacati ad accettare questo piano sottolineando come “sia doveroso di fronte ad una proposta di questo tipo garantire piena utilizzazione degli impianti. Mi pare comunque che i sindacati siano orientati positivamente in questo senso”.

Per Sacconi, Marchionne per Mirafiori “ha chiesto le stesse cose di Pomigliano ma certo a condizioni diverse ovvero rispettando il contratto nazionale, ma con la piena utilizzazione degli impianti”.

Rifiuti, Napolitano ha emanato il decreto

Il testo definitivo tiene conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato

Emergenza in Campania

Rifiuti, Napolitano ha emanato il decreto

Il testo definitivo tiene conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato

MILANO – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato il decreto legge «Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della Regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti» nel testo definitivo trasmesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che tiene significativamente conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato.

Abruzzo, Berlusconi: media criminali, si vergognino

Su quanto fatto dal governo per la ricostruzione dell’Abruzzo dopo il terremoto del 2009, i media vicini alla sinistra hanno fornito informazioni “criminali” delle quali dovrebbero vergognarsi.

Lo ha detto stamani il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non risparmiando nemmeno oggi gli ormai consueti attacchi alla stampa.

“È una cosa abietta, criminale e anti italiana quella di criticare infondatamente ciò che tanto gli uomini dello Stato quanto la Protezione civile hanno fatto. Credo che dovremo tutti quanti denunciare questo fatto e credo che gli autori si dovrebbero vergognare”, ha detto Berlusconi in una conferenza stampa.

Il presidente della Regione Abruzzo del Pdl Gianni Chiodi, presente in conferenza stampa, ha detto che dal governo sono arrivati 14 miliardi per la sua regione.

Berlusconi è tornato anche sulla vicenda dei rifiuti in Campania anticipando che il governo valuta di assumere nuovamente la gestione dell’emergenza che oggi è in capo agli enti locali. Il premier sarà in Prefettura a Napoli questo pomeriggio.

MALTEMPO: IN SCALI MILANESI SITUAZIONE NORMALE. STAMANE DISAGI LIMITATI

La situazione e’ tornata alla normalita’ nei due aeroporti milanesi di Linate e Malpensa dopo la nevicata di questa notte. Secondo quanto assicurano dalla Sea, la societa’ che gestisce i due scali aeroportuali del capoluogo lombardo, ci sono stati disagi ”contenuti” solo nelle prime ore della mattina. Il quadro e’ comunque migliorato quando la neve ha cessato di cadere. A Malpensa nessun volo e’ stato cancellato. Solo qualche ritardo ”accumulato” soprattutto negli arrivi dei voli provenienti da localita’ del Nord Europa dove le cattive condizioni metereologiche proseguono in queste ore. Disagi maggiori a Linate, dove sono stati registrati ritardi e anche cancellazioni, con alcuni voli ‘dirottati’ su Malpensa. fcz/mar/rob

Portogallo, anche UE smentisce pressioni per richiesta aiuti

(Teleborsa) – Roma, 26 nov – Dopo le smentite della diretta interessata anche la Commissione Europea si affretta a negare qualsiasi pressione sul Portogallo affinchè questo chieda al più presto aiuti.

Il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barrosoha affermato che l’Unione non ha mai suggerito un piano di aiuti a Lisbona, nè tanto meno il Portogale ne ha mai fatto richiesta.

Secondo un articolo apparso stamane sul Financial Times Deutschland molti Stati membri della Zona Euro starebbero facendo pressioni affinchè il Portogallo chieda subito aiuti per evitare una caduta che farebbe male soprattutto alla Spagna, molto esposta verso il Paese lusitano.

Berlusconi: “Promesse mantenute Facciamo di tutto per unire il Paese”

Bersani: “Se ha fatto tutto
può andarsene tranquillo”
Il premier: “Un mese fa mi sentivo 35 anni, mi è caduto addosso di tutto e di più,
oggi me ne sento 36…».

ROMA
«Eh, questo governo che non lavora non lavora,… chissà come mai ci sentiamo così stanchi. Un mese fa mi sentivo 35 anni, mi è caduto addosso di tutto e di più, oggi me ne sento 36…». È la battuta con cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha iniziato a Palazzo Chigi la conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato il piano nazionale per il Sud. «Il governo ha praticamente in poco tempo realizzato tutto quanto garantito di fronte al Parlamento», ha detto.

E ha aggiunto: «Oggi abbiamo avuto un Consiglio dei ministri su un tema che ha preso buona parte dell’estate. Credo che il governo faccia tutto ciò che è umanamente possibile per tenere unito il paese: il Federalismo fiscale e il Piano per il Sud come controfaccia della medaglia». Il premier ha poi ribadito che la «settimana prossima» sarà dato il via libera alla riforma della giustizia e che poi si sta «lavorando alla riforma tributaria», punto su cui si sta discutendo con le parti sociali.

Ha poi parlato anche dell’euro: «Stiamo esaminando le vicende dell’euro e siamo moderatamente positivi. Ieri ho avuto colloqui con i colleghi: c’è un atteggiamento di collaborazione assoluta e anche per questo credo che possiamo dire che non dovremmo avere preoccupazione per come l’Europa si è messa, per come si è strutturata per superare questa crisi e per come ha saputo rispondere alla crisi stessa»

«Se Berlsconi ha fatto i cinque punti può andarsene a casa contento e tranquillo», ha commentato Pier Luigi Bersani, intervenendo al seminario del gruppo del Pd della Camera. «È sempre più preoccupante che Berlusconi non sia preoccupato della crisi», ha aggiunto. «Non è una novità – osserva – sono due anni che non è preoccupato per la crisi ma gli italiani mi pare ragionino molto diversamente».

Finmeccanica, premier: “Suicida andare contro forza del Paese”

Nelle prime ore di venerdì mattina, i militari del Ros dei carabinieri e del nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Roma, hanno effettuto delle perquisizioni nelle sedi di Roma di Enav Spa (l’Ente nazionale di controllo di assistenza al volo), Selex Sistemi Integrati (la controllata di Finmeccanica il cui amministratore delegato è Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini) e di altre società che, nel tempo, hanno acquisito commesse da Enav.


Belrusconi, “tattica suicida”
– “Sì, sono preoccupato”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, “perché Finmeccanica è un asset straordinario. Ha firmato un contratto con la Russia, mi auguro che queste indagini portino a nulla come sono convinto. Considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del Paese”.

Replica dell’Anm – “E’ dovere delle Istituzioni”, ha commentato il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, “collaborare con la magistratura nella difficile azione di contrasto alla corruzione, e non quello di attaccare le iniziative giudiziarie senza conoscerne motivazioni e contenuti. La corruzione”, ha concluso, “è uno dei mali principali del nostro Paese: danneggia l’economia, deprime la concorrenza e allontana gli investitori stranieri”. 

Le indagini, che ipoteizzano una serie di illeciti fiscali e di irregolarità nell’aggiudicazione degli appalti, oltre alle società coinvolte riguardano i loro manager (Marina Grossi e Pier Francesco Guarguaglini fra gli altri).

Le perquisizioni sono state disposte dai pubblici ministeri di Roma, Paolo Ielo e Rodolfo Sabelli, coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo (i titolari delle indagini sugli appalti Enav al gruppo Finmeccanica, pari a 700 milioni di euro negli ultimi cinque anni.

Le accuse – Le contestazioni a carico di Luigi Martini (presidente Enav), dell’ad Guido Pugliesi e della Grossi sono connesse ad una serie di reati fiscali. Gli inquirenti ritengono che in un giro di appalti affidati all’Enav siano state compiute sovrafatturazioni tese alla creazione di fondi neri.

Le inchieste
– Quelle aperte dalla procura romana sull’Ente di assistenza al volo sono almeno due. La prima nasce dalla denuncia di un ex dipendente, Claudio Salvati, che ha messo in discussione i bilanci della società. L’inchiesta avrebbe anche messo al vaglio l’acquisizione, nel dicembre 2006, di Vitrociset (oggi Techno Sky) da parte dell’Enav per circa 100 milioni. La seconda e più recente inchiesta, per la quale sono state disposte venerdì 26 novembre le perquisizioni, si basa sulle ipotesi di falso in bilancio e di reati tributari dal 2006 in poi.

Gennaro Mokbel – La doppia inchiesta si sovrappone in parte con quella condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo sull’ingresso dell’affaristra Gennaro Mokbel in Digint, società di cui Finmeccanica detiene il 49 per cento. In questo caso si indaga sui rapporti tra Pugliesi, Grossi e Lorenzo Cola, il consulente ora in carcere che propose a Mokbel l’acquisto della Digint con il fine di riciclare il denaro illecitamente accumulato con le truffe telefoniche che hanno coinvolto i vertici di Telecom Italia Sparkle e Fastwe.

Giustizia, Napolitano:quale riforma?Governo non mi ha aggiornato

ROMA (Reuters) – “Quale riforma? Non sono aggiornato su cosa farà il governo”. Ha risposto così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uscendo del 30esimo congresso nazionale dell’Anm, ai giornalisti che gli chiedevano se fosse al corrente di un disegno di legge costituzionale sull’ordinamento giudiziario.

Ieri il premier Silvio Berlusconi ha detto che martedì prossimo il consiglio dei ministri approverà la riforma della giustizia, che contiene la separazione delle carriere tra pm e magistratura giudicante e nuove norme sul Csm.

Questo progetto è stato contestato dal sindacato delle toghe, mentre i finiani hanno detto di accettarlo ma solo ad alcune condizioni.

Per Napolitano, “l’Anm resta un interlocutore rappresentativo ed essenziale in una fase difficile nella quale è indispensabile il recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario, anche attraverso un corretto rapporto tra magistratura e politica”.

Nel suo intervento al convegno di oggi, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara ha detto che la risposta delle toghe alla riforma “è assolutamente negativa, perché queste paventate riforme adombrano in realtà una diversa finalità rispetto al tema del funzionamento del processo e cioè quella di ridisegnare il rapporto tra politica e magistratura, alterando le attuali divisioni tra poteri dello Stato così come delineate dal costituente nel 1948”.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel suo messaggio inviato all’Anm, i ha difeso l’operato e l’autonomia dei magistrati perché è un baluardo di legalità.

“Viviamo una fase politico-istituzionale assai delicata. Compito delle istituzioni democratiche e di tutte le forze politiche del Paese, senza distinzioni di parte, è quello di sostenere costantemente l’operato della magistratura, la cui azione riveste un ruolo centrale per la salvaguardia del principio di legalità”, si legge nel messaggio inviato da Fini al Congresso e letto dal presidente di Anm, Luca Palamara.

I finiani hanno posto alla riforma della giustizia alcuni vincoli: il Csm non deve essere composto a maggioranza da membri eletti al di fuori della magistratura, la polizia giudiziaria deve restare sotto il controllo dei pm e il ministro della Giustizia non deve avere maggiori poteri di quelli attuali.

“E’ evidente che l’autonomia della magistratura costituisce un presupposto della sua stessa indipendenza e ne rappresenta il fondamento”, ha proseguito Fini nel suo messaggio.

“Se la magistratura non si desse essa stessa…le regole per il funzionamento organizzativo del servizio- giustizia, ne discenderebbe un vulnus per la sua stessa indipendenza”.

Nel suo intervento, Palamara ha difeso poi l’operato del suo sindacato negli ultimi mesi dicendo di avere segnato le ricadute negative che le diverse norme sulla giustizia esaminate dal Parlamento negli ultimi mesi avrebbero avuto sul sistema.

Il presidente dell’Anm ha poi difeso i giudici dicendo che non sono “una corporazione di fannulloni superpagati” e non sono gli unici responsabili di un sistema in crisi.